30.11.2011 UNIONE DEI COMUNI: SI TORNA DA CAPO?
Soresina- L’Unione dei comuni del soresinese , così com' era stata costituita all' origine, è durata poco più di dieci anni. Era stata costituita con l’intento di ottimizzare le risorse e i servizi da dare ai cittadini e dopo i primi anni di un normale rodaggio e con la difficoltà di dover mettere in condivisione risorse e idee, iniziavano i primi risultati, poi, poco a volta, ....non è rimasto quasi più nullla. Ora nei nostri comuni non è rimasto nulla. In poco più di un anno gli amministratori di Soresina seguiti da quelli di Annicco, Trigolo e Paderno, ma prima ancora da San Bassano e C., hanno cominicato a dire, per un verso o per un altro , che c'è stata poco lungimiranza, forse si è stati più attenti alle direttive dei partiti e alla loro persona che al bene della comunità. La scelta di uscire dall’Unione di tanti comuni ha arrecato un oneroso danno sia in termini economici che gestionali all' Unione. Ciò in quanto stessa la decisione oroginariamemte presa aveva fatto si che i costi gestionali dei vari servizi prima effettuati dall’Unione e poi a carico dei singoli comuni, erano lievitati di somme ingenti e destinate ad aumentare nel breve e nel lungo periodo.
La voce più grossa l' ha fatta Soresina. Infatti il comune di Soresina che contribuiva all’Unione con 220 mila euro, era passato per 11 mesi del 2010 a 320 solo per la Polizia Locale, ben 100 mila euro in più, a questi bisognava aggiungere il costo degli altri servizi con un costo stimato di circa altri 100 mila euro.
In proporzione il medesimo incremento di costo si stava verificando anche per i Comini di Annicco, Trigolo e Paderno. Oltre all’aumento ingente della spesa, più che raddoppiata, andava considerato il mancato introito derivato dai finanziamenti regionali relativi a progetti. E' stato precisato che l’Unione negli ultimi anni ha introitato una somma di circa un milione e mezzo di euro. Chi doveva pagare? La risposta è ovvia, i cittadini. Allora pare dica Giuseppe Monfrini, sindaco di Soresina: torniamo da capo, con un pò più di criterio, visto il mutamento della difficile comgiuntura. Non dieci comuni dell' Unione, ma facciamone dodici, ovviamente inferiori ai cinquemila abitanti, come ora si deve fare con la nuova legge. Naturalmente il leader, il capo consorzio deve essere sempre Soresina.E così è partita una lettera dal dottor Monfrini , indirizzata ai 12 comuni coinvolti perchè inferiori ai cinquemila abitanti. Ora Manifesti dice che è giusto unire le forze ed i comuni coinvolti sono: Soresina, Cumignano sul Naviglio, Annicco, Paderno Ponchielli, Casalbuttano ed Uniti, Casalmorano, Azzanello, Genivolta, Castelvisconti, Cappella Cantone, San Bassano, Trigolo. Insomma è giocoforza, in un certo senso tornare indietro , come un certo Savona aveva detto a proposito di " piccole e grandi madri ". Nemesi storica ? Soresina non sarà la più "odiata" ora?. Come andrà a finire ?. Il presidente della "rimasta " unione Emrico Manifesti è sempre stato dell' idea che l' unione fa la forza, ma ora pare voglia vederci più chiaro anche lui, quando dice che bisogna vedere cosa dice la nuova legge in ordine all'accorpamento dei piccoli comuni. Anche lui allora questa volta ragiona in termini di ovvia opportunità. Perchè infatti avrebbero dovuto, come hanno fatto, solo gli altri comuni che se ne sono andati?Giulio Zignani
mercoledì 30 novembre 2011
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