INTERVISTA ALL' AUTORE DEI TESTI
3.11.2011 QUESTA SERA(4 E DOMANI 5) AL TEATRO SOCIALE
SPETTACOLO SUI "150 DI SORESINA INSIEME"
Soresina- Questa sera e domani al teatro Sociale avrà luogo lo spettacolo "150 di storia di Soresina insieme ". Tra i protagonisti, come ci ricorda il responsabile dell' inizitiva, già sarà il professor Luigi Bisicchia, non già come attore, ma autore dei testi stirici che verranno letti e recitati. Già docente e preside di cuole superiori, cultore di storia moderna, mazziniano, operatore culturale, favorevole agli Stati Uniti dì Europa, autore di diverse pubblicazioni sulla scuola e sull’Europa, Luigi Bisicchia è attualmente presidente dell’associazione CENTRO STUDI EUROPEO onlus Cremona, e direttore di EVOLUZIONE EUROPEA. Ora sta preparando il volume " COMPLICITÀ STORICHE NEI TRE RISORGIMENTI ", col patrocinio del comune di Soresina. Abbiamo intervistato il prof. Luigi Bisicchia in quanto conosciuto a Soresina per aver gestito l’autonomia dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri negli anni 1979/8e come preside aveva favorito, tra l' altro, la formazione del Distretto scolastico locale. Come mai la sua presenza all’iniziativa “150 ANNI DI STORIA INSIEME A SORESINA”? Il suo nome compare come l’autore della parte storica, è una sua nuova esperienza culturale, o altre volte si è cimentato col Teatro? "Sono lieto di avere ancora estimatori ed amici in Soresina, dove ho lavorato per la Scuola locale per due anni (1979/1981) e, se la memoria non tradisce, aver avuto ottimi risultati e la massima collaborazione possibile dall’Ente locale, sempre nell’interesse della Città di Soresina. Nel gennaio scorso, i promotori dell’iniziativa dello spettacolo storico, al Teatro Sociale di Soresina, mi hanno invitato a collaborare, considerandomi un amico della Città. Ci saranno attori locali che leggeranno miei brani di storia d’Italia, il “canovaccio” per la rappresentazione soresinese al Teatro Sociale, già ricco di presenze che vanno dalle rimembranze locali alla danza, ai canti patriottici, alle citazioni in vari settori economico culturali della Cittadina; modestamente, fornisco anch’io un tassello al mosaico di presenze, come saggista e operatore culturale sulla stampa locale, anche per aver pubblicato 20 puntate di storia risorgimentale da gennaio a giugno. Desidero ricordare d' aver oltretutto scritto anche una commedia (“io ti boccio” nel 1974). Andato in pensione, ho ripreso a scrivere e discutere di argomenti di interesse storico, anche per favorire la recitazione e l’interesse diretto con la lettura-dialogo, anziché la conferenza monocorde anche se di bravi oratori. Lo scorso anno, a un corso docenti, abbiamo sperimentato la recitazione a più voci di una mia intervista fatta allo scultore prof. Mario Coppetti, ho anche adattato al dialogo la recensione al volume storico “Le donne di Casa Rosselli” del prof. Gianfranco Taglietti. I brani scelti e la lettura a più voci hanno dimostrato un certo interesse da parte di studenti e docenti". La sua passione per la storia ci porta in teatro la nascita del Regno d’Italia, quindi ricorda – con la recita – l’inizio della moderna storia nazionale italiana. I 150 anni dalla famosa dichiarazione dell’Unità d’Italia, con re Vittorio Emanuele II di casa Savoia: come inizierebbe Lei lo spettacolo? " Fra incertezze e ambiguità, e con futuro che appare più roseo, anche se è solo un miraggio, ci troviamo nel 1861. Le complicità storiche vogliono che Vittorio Emanuele II divenga re d’Italia. E noi lo ricordiamo, brevemente e subito, anche se risultano opportuni i ricordi dei fatti legati ai successi diplomatici e guerreschi che si compiono sino all’autunno del 1860. Torino pettegola finalmente disse che l’Italia poteva diventare veramente una. Vittorio Emanuele II, chiama Cavour e gli ordina di realizzare subito le prime elezioni generali della Camera dei Deputati. Stabilita la data, il voto elettorale viene esteso alle popolazioni delle recenti acquisizioni territoriali e si vota in tutto il territorio savoiardo il 27.01.1861. Vittorio Emanuele II inaugura di persona la nuova legislatura e il 18 febbraio 1861 esordisce alla Camera dei Deputati con abile discorso patriottico. Il governo, tre giorni dopo, il 21 febbraio, presenta al Senato un progetto di legge col contenuto:“il re Vittorio Emanuele II assume per sé e per i suoi successori il titolo di re d’Italia”. Approvato subito, passa il voto della Camera che si esprime, per acclamazione, anch’essa con voto unanime, il 14 marzo. Tre giorni dopo si ha la legge ufficiale dello stato,con data del 17 marzo 1861. Fatto “il re”, va completata l’unificazione dell’Italia. L’Unità effettiva verrà realizzata nei decenni avvenire, sia pure con la complicità storica, a modo loro, di Mazzini e di Garibaldi. E i vari episodi, sia pure sommariamente, vengono rappresentati sul palco con dialoghi, canti balli e danze, che recitano l’evoluzione della Storia Patria" Questo ed altro lo raccontate a Teatro. Ma, perché Tre Risorgimenti, dal momento in cui si parla di 150 anni dalla dichiarazione del Regno d’Italia? " All’origine ne abbiamo parlato con Bolzani, Dellanoce e altri amici, e si è valutato che la nostra è si celebrazione, ma anche storia avvenire, come l’inno alla gioia, deve avere un avvenire, un domani migliore. A questo punto non si può ignorare ciò che è avvenuto, senza odi e vendette, ma il ricordo storico delle violenze e delle guerre, delle distruzioni e dei dispersi, dei militi ignoti e delle bizzarrie coloniali, vanno viste in chiave civica umanitaria, per far sì che domani si realizzi l’Europa dei popoli, e vengano eliminate le ultime tracce del tipo Santa Alleanza dei re e del potere assoluto, guerrafondaio e criminale.
Tutto il periodo storico che parte dal 1861 si presta per possibili recite, e noi abbiamo predisposto il 1° Risorgimento (che per noi parte dal 1815 e si conclude nel 1921), poi si è sviluppato l’avvento del fascismo, ed inizia il 2° Risorgimento ( il re insedia Mussolini nel 1922 e il regime crolla nel 1945; il referendum del 1946 fa nascere la Repubblica Italiana). Dopo, si avvia il 3° Risorgimento (parte dal 1946, anche come affannosa ricerca della pace e dell’Europa dei Popoli, in antitesi alla vecchia Santa Alleanza dei Re del 1815, e si aviluppano le alleanze degli Stati). Nei Tre Risorgimenti c’è sempre una resistenza alla violenza di stato, nostrana e straniera, e il desiderio dei popoli di liberarsi da sudditanze e diventare liberi cittadini. Consideriamo che il Copione storico dà alcune indicazioni sui principali fatti dal 1815 ad oggi, compreso lo sviluppo della Comunità europea. Ovviamente non tutto può essere posto in recitazione, deve esserci spazio anche per la storia di Soresina e alle altre presenze". Oggi è solo celebrazione o c’è sotto qualcosa di più? "Tre punti potrebbero essere sufficienti per rendere giustificata per tutti la presentazione dell’evento odierno. L’iniziativa è realizzata da persone che offrono il loro lavoro come volontariato, con passione e cultura, senza compensi. In amicizia si sviluppa anche quel poco di emulazione che ovviamente fa parte del contesto. La validità dell’intreccio fra storia e musica, e poi i motivi legati ai vari momenti storici anche locali, con una regia che anticipa ricordi solenni anche di Soresina, armonizzati con un poco di Storia Patria, e poi canti d’epoca, recite e danze, creando l’immagine di un varietà originale che può rendere Soresina meritevole punto di riferimento per i richiami storici rappresentati a Teatro. Pertanto merita il successo teatrale, e poi lo scopo è benefico. Infatti, la conclusione finisce in benefenza, poiché il ricavato delle recite teatrali, come pure della vendita del catalogo illustrato in via di preparazione( uscirà come volume entro l' anno in corso , n.d.r) sarà devoluto in opere di bene per risolvere alcune delle molteplici necessità di bisogno in territorio Soresinese.
Vedremo anche, domani,sabato mattina 5 novembre, gli studenti a Teatro, e dopo, secondo un programma graduale, proietteremo altre iniziative nella scuola e a livello di cittadinanza, tenendo conto dell’indice di gradimento riscosso dalle nostre intenzioni culturali diffuse come volontariato che vive una propria cittadinanza attiva per un futuro migliore ". Giulio Zignani
mercoledì 2 novembre 2011
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