23.11.2011 A SORESINA ALTA PERCENTUALE SCUOLE MULTIETNICHE
Soresina- E' sempre più alto nella nostra città il numero della scuola multietnica, sia che si parli di scuola dell' infanzia, che di quella primaria e secondaria. , per cui, vista l' alta percentuale di stranieri , vengono intensificati i corsi di alfabetizzazione, ben sapendo che non sempre il processo di integrazione è facile, mentre ò stata decisamente scartata l' idea di inserire in ciascuna aula non più del 10% di bambini stranieri sul totale, per impedire che si creino difficoltà di apprendimento. Si cerca invece di attuare la formulazione di proposte per la ripartizione degli alunni stranieri nelle classi, evitando la costituzione di classi in cui risulti predominante la loro presenza ai fini di una migliore integrazione e di una maggiore efficacia didattica per tutti. Al riguardo il problema , vien fatto osservare, si pone seriamente quando il numero degli alunni stranieri – come avviene spesso in tante scuole, soprattutto al Nord – è superiore al 50% degli studenti italiani.C' è che si chiede cosa fare in questo caso: proporre la dislocazione degli alunni stranieri in esubero in altre scuole ubicate altrove, oppure affrontare la nuova situazione con criteri organizzativi del tutto nuovi? Non va dimenticato al proposito che da circa vent’anni la scuola italiana ha compiuto una scelta pedagogica qualificante e coraggiosa ed a ciò si è allineata la scuola soresinese : quella di scommettere sull’interculturalità non come una proposta educativa rivolta agli stranieri ma come la nuova normalità dell’educazione per tutti e un comune sfondo integratore in quanto la presenza del diverso per etnia, lingua, cultura e religione non è una minaccia ma una opportunità di crescita e di arricchimento. L’altro, in questo senso, diventa un valore e una risorsa per una convivenza rispettosa e serena. A Soresina all’interno della scuola, l’interculturalità è portata a diventare non solo una forma di educazione antirazzista ma una vera grammatica di civilizzazione.Le classi si presentano come un luogo di scambio, uno spazio di costruzione identitaria di tutti gli alunni. Compito degli insegnanti, ci viene ribadito, sarà quello di favorire l’ascolto, il dialogo, la comprensione reciproca. Allo stesso tempo, si cercherà di favorire la socializzazione degli alunni anche nello spazio extra-scolastico e nel gruppo dei pari. Si tratta dunque di fare di ogni classe un luogo di comunicazione e di cooperazione, sviluppando anche quelle strategie di apprendimento cooperativo che, in un contesto di pluralismo, possano favorire la partecipazione di tutti ai processi di costruzione delle conoscenze, coinvolgendo i famigliari. Infatti qui nessuni oensa che la scuola non può essere pensata come una gabbia di protezione, come fosse un recinto o un apartheid. Qualcuno ci ha opportunamente ricordato che l’Anno europeo del dialogo interculturale di buona memoria con tante iniziative i 27 Paesi dell’Unione Europea ci ha offerto la conferma che questa è l’indicazione di marcia. Senza eccessi d
23.11.2011 A SORESINA ALTA PERCENTUALE SCUOLE MULTIETNICHE
Soresina- E' sempre più alto nella nostra città il numero della scuola multietnica, sia che si parli di scuola dell' infanzia, che di quella primaria e secondaria. , per cui, vista l' alta percentuale di stranieri , vengono intensificati i corsi di alfabetizzazione, ben sapendo che non sempre il processo di integrazione è facile, mentre ò stata decisamente scartata l' idea di inserire in ciascuna aula non più del 10% di bambini stranieri sul totale, per impedire che si creino difficoltà di apprendimento. Si cerca invece di attuare la formulazione di proposte per la ripartizione degli alunni stranieri nelle classi, evitando la costituzione di classi in cui risulti predominante la loro presenza ai fini di una migliore integrazione e di una maggiore efficacia didattica per tutti. Al riguardo il problema , vien fatto osservare, si pone seriamente quando il numero degli alunni stranieri – come avviene spesso in tante scuole, soprattutto al Nord – è superiore al 50% degli studenti italiani.C' è che si chiede cosa fare in questo caso: proporre la dislocazione degli alunni stranieri in esubero in altre scuole ubicate altrove, oppure affrontare la nuova situazione con criteri organizzativi del tutto nuovi? Non va dimenticato al proposito che da circa vent’anni la scuola italiana ha compiuto una scelta pedagogica qualificante e coraggiosa ed a ciò si è allineata la scuola soresinese : quella di scommettere sull’interculturalità non come una proposta educativa rivolta agli stranieri ma come la nuova normalità dell’educazione per tutti e un comune sfondo integratore in quanto la presenza del diverso per etnia, lingua, cultura e religione non è una minaccia ma una opportunità di crescita e di arricchimento. L’altro, in questo senso, diventa un valore e una risorsa per una convivenza rispettosa e serena. A Soresina all’interno della scuola, l’interculturalità è portata a diventare non solo una forma di educazione antirazzista ma una vera grammatica di civilizzazione.Le classi si presentano come un luogo di scambio, uno spazio di costruzione identitaria di tutti gli alunni. Compito degli insegnanti, ci viene ribadito, sarà quello di favorire l’ascolto, il dialogo, la comprensione reciproca. Allo stesso tempo, si cercherà di favorire la socializzazione degli alunni anche nello spazio extra-scolastico e nel gruppo dei pari. Si tratta dunque di fare di ogni classe un luogo di comunicazione e di cooperazione, sviluppando anche quelle strategie di apprendimento cooperativo che, in un contesto di pluralismo, possano favorire la partecipazione di tutti ai processi di costruzione delle conoscenze, coinvolgendo i famigliari. Infatti qui nessuni oensa che la scuola non può essere pensata come una gabbia di protezione, come fosse un recinto o un apartheid. Qualcuno ci ha opportunamente ricordato che l’Anno europeo del dialogo interculturale di buona memoria con tante iniziative i 27 Paesi dell’Unione Europea ci ha offerto la conferma che questa è l’indicazione di marcia. Senza eccessi di paura e senza inopportune drammatizzazioni. Lo slogan che è stato scelto sembra significativo e programmatico: “insieme nella diversità”. E' quanto si sta facendo a Soresina nelle scuole di ogni ordine e grado.Ricordimo per inciso che tra gli straanieri presenti nel comune di Soresina ci sono gli egiziani, i romeni, i marocchini, gli indiani, i cinesi, gli albanesi, i senegalesi, i nigeriani, i tunisini, i pakistani, i mauritani, i moldavi, gli ucraini, i peruviani, i polacchi, gli eritrei, i bosniaci, i boliviani, i cubani, i colombiani. Gli immigrati nel 2010 sono stati 318 gli emigrati 225 Gli stranieri al 31 0ttobre scoso erano 1711 su 9329 abitanti.(percentuale 18 %). Giulio Zignani
i paura e senza inopportune drammatizzazioni. Lo slogan che è stato scelto sembra significativo e programmatico: “insieme nella diversità”. E' quanto si sta facendo a Soresina nelle scuole di ogni ordine e grado.Ricordimo per inciso che tra gli straanieri presenti nel comune di Soresina ci sono gli egiziani, i romeni, i marocchini, gli indiani, i cinesi, gli albanesi, i senegalesi, i nigeriani, i tunisini, i pakistani, i mauritani, i moldavi, gli ucraini, i peruviani, i polacchi, gli eritrei, i bosniaci, i boliviani, i cubani, i colombiani. Gli immigrati nel 2010 sono stati 318 gli emigrati 225 Gli stranieri al 31 0ttobre scoso erano 1711 su 9329 abitanti.(percentuale 18 %). Giulio Zignani
mercoledì 23 novembre 2011
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1 commenti:
Vorrei capire cosa significa la parola "interculturalità"...
Già il termine "cultura" è complesso e vago, con significati diversissimi a seconda dell'ambito in cui viene usato; parlare quindi di "interculturalità" sa molto di politicamente corretto, ma di semanticamente assurdo.
Chi ha scritto l'articolo sa quindi darmi una definizione di questo termine, senza arrampicarsi sui vetri?!
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